Frane, freni rotti e cricket, una giornata tranquilla

By Paolo Aralla on giugno 14, 2014 in blog
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Arriviamo ad Askole dopo una giornata tranquilla.

Sveglia ore 5:30, carichiamo le jeep scassatissime e ci tuffiamo nella valle di Shigar, un posto incantato. Tanto verde, forse l’ultimo che vedremo. Il sole è già alto, ma la luce del mattino è quella che preferisco. Il polarizzatore montato sul 17-35 di Bulletti e la mia fs700 mi stanno regalando immagini mozzafiato. La strada verso Askole è lunga e dissestata. Otto ore di sterrato su una mulattiera sempre più stretta. Ore 11:30:  siamo bloccati nella valle del Braldu, scendiamo a vedere cosa è successo, ci sono due portiere accartocciate e dei sassi sulla strada … mmm, brutto segno. Purtroppo una frana ha travolto una jeep come la nostra, facendola rotolare per una scarpata di circa 60mt. Si è fermata a pochi metri dalla riva del fiume, un fiume che avrebbe potuto inghiottirla in un batter d’occhio. Mohamed e altri portatori cercano di tirarla su con un paranco, ci vorranno giorni per recuperare quell’ammasso di ferraglia. Alì Turani, uno degli otto alpinisti pakistani che tenteranno la vetta, ci racconta che pochi minuti prima un’altra frana l’ha travolto nello stesso punto dell’incidente. Sembra sia riuscito a salvarsi proteggendosi con alcuni bidoni. (Per fortuna penso!) Non possiamo proseguire e cerchiamo un passaggio su un pickup al di là della frana per continuare il viaggio. Purtroppo questi mezzi sono messi a dura prova, ma nonostante la bravura dei giovani autisti il pericolo è sempre in agguato.

Mancano 50km circa e il pickup si ferma in discesa su un dosso, mentre l’autista toglie le ridotte. I freni sono a tamburo e sicuramente saranno ultra consumati. Siamo in 10 nel cassone e il pickup inizia a cedere, mi spavento. Salto fuori dal cassone pronto a scender giù. In fondo alla discesa una curva a gomito punta dritta nel fiume…ma ad un tratto il motore riparte. Che ansia. Sorrido: manca poco.

Askole è un villaggio rurale, pieno di bambini. Le donne lavorano i campi e gli uomini fanno i portatori, per assurdo questa gente è molto più ricca degli abitanti della valle. Mi fermo a filmare dei ragazzi che giocano a cricket, c’è un bellissimo controluce tra la polvere. Mi invitano a giocare. Vado. Sono abbastanza assurdo ovviamente, ma proprio per questo ci divertiamo. Loro ridono di me e io faccio altrettanto. Ore 20:37. E’ notte. Mi lavo i denti sotto un cielo stellato. Siamo a 3000mt, da qui in poi si salirà. Più saliremo, più stelle ci accompagneranno. Sembreranno sempre più vicine.

Domani iniziamo il trekking, finalmente si cammina. 7 ore di percorso, passando davanti al ghiacciaio Biafo. Siamo gasatissimi. Destinazione: accampamento di Jula.

Buona notte a tutti.

ps: mamma Doni, sto bene! 🙂

 

We arrive at Askole after a quiet day.

Wake up at 5:30, we are loading the jeep and we dive into the Shigar Valley, an enchanted place. So much green, perhaps the last we’ll see. The sun is already high, but the morning light is what I prefer. The polarizer mounted on the Bulletti’s 17-35mm and my FS700 are giving me breathtaking images. The road to Askole is long and bumpy. Eight hours on a dirt trail ever closer. 11:30: we’re stuck in the valley of Braldu, we go down to see what happened, there are two crumpled doors and stones on the road … mmm, bad sign. Unfortunately, a landslide swept a jeep like ours, rolling to a slope of about 60mt. She stopped a few meters from the shore of the river, a river that could swallow it in a few minutes. Mohamed and other carriers are trying to pull it out with a tackle, it will take days to recover that heap of scrap metal. Turani Ali, one of the eight Pakistan climbers who attempt the summit, tells us that a few minutes before another landslide swept him away in the same spot of the accident. It seems to have managed to escape with protecting some bins. (Fortunately, I think!) We can’t continue. We try a ride on a pickup beyond the landslide to continue the journey. Unfortunately, these resources are put to the test, but in spite of the skill of the young drivers the danger is always lurking.

 

There are still 50km and the pickup stops down on a hill, while the driver removes reduced. The brakes are drum and definitely will be ultra consumed. We are 10 people in the pickup box and starts to break down, I get scared. I jump out of the box ready to descend down. In the bottom of the hill a sharp bend in the river heads straight … but then the engine starts. That anxiety. I smile: we are almost arrived.

Askole is a rural village, full of children. The women work in the fields and men are carriers, ironically these people is much richer than the inhabitants of the valley. I stop to shoot the boys playing cricket, there is a beautiful backlight in the dust. They ask me to play. I go.I’m funny of course, we have fun. They laugh about me and I do the same. 20:37 pm. It’s night. I brush my teeth under a starry sky. We are at 3000mt, from here on it will go up. More will go up, more stars will accompany us. Seem closer and closer.

Tomorrow we begin the trek, finally walking. 7 hours of journey, passing in front of the glacier Biafo. We are excited. Destination: Jula camp.

Good night everyone.

ps: Mum Doni, I’m fine! 🙂

 

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